In Svizzera, negli ultimi vent’anni la partecipazione femminile al mercato del lavoro è fortemente aumentata anche tra le madri con figli piccoli. Eppure, come mostra un nuovo studio dell’Università di Neuchâtel, la conciliazione tra carriera e famiglia rimane difficile nel nostro paese. Benché solamente una madre su sette abbandoni definitivamente il mercato del lavoro dopo la maternità, per la metà delle donne la nascita del primo figlio è accompagnata da un’interruzione della carriera. Questa pausa è sorprendentemente lunga: dura in media poco meno di 5 anni per figlio. Essa esercita un forte impatto sui redditi futuri visto che gli aumenti salariali in genere dipendono dall’avanzamento della carriera.

Secondo alcuni la causa di queste lunghe interruzioni sarebbe da ricercare nei costi elevati per l’accoglienza della prima infanzia, costi che in Svizzera sono spesso a carico diretto delle famiglie. Tanto che da noi una famiglia con due bambini in età prescolastica spende il 20 percento del reddito per il collocamento dei figli, mentre la media europea è del 6 percento.

Eppure, il nuovo studio dell’Università di Neuchâtel mette in dubbio la relazione tra costi dell’asilo nido e impiego femminile. Sulla base dei dati dell’Indagine sui redditi e sulle condizioni di vita (SILC) dell’Ufficio federale di statistica, lo studio stima che gli effetti sull’impiego dell’abbassamento delle tariffe sarebbero trascurabili. A livello svizzero, un dimezzamento delle tariffe dell’asilo nido indurrebbe un aumento dell’occupazione di soli 17’000 posti. Per finanziare questa misura la Confederazione dovrebbe però versare più di un miliardo di franchi. In altre parole, lo stato dovrebbe spendere in media 60’000 franchi all’anno per indurre una donna in più a lavorare a tempo pieno – l’equivalente di quasi un salario medio.

Come mai un effetto così debole? Da una parte il risultato rispecchia un atteggiamento sorprendentemente conservatore degli Svizzeri rispetto alle forme di custodia istituzionale. (Un altro studio recente stimava che la metà delle famiglie non manderebbe i figli all’asilo nido nemmeno se fosse completamente gratuito). Dall’altra esso si spiega con il fatto che la maggior parte della cura dei bambini viene svolta in modo informale da nonni e altri parenti. Asili nido miglior mercato porterebbero in primo luogo a una sostituzione delle cure private con quelle formali, senza però indurre un aumento globale dei tempi di custodia, e quindi senza effetti sull’occupazione femminile.