Infermiere, cassiere, fattorini: durante il lockdown, queste professioni – che molti qualificavano di umili, con retribuzioni in genere modeste – si sono improvvisamente rilevate indispensabili. Per tutto il periodo del lockdown, i lavoratori «essenziali» non hanno mai smesso di lavorare, mettendo a volta in pericolo la propria salute per fornire a tutti noi servizi irrinunciabili, nonostante delle paghe spesso al disotto della media.

E subito alcuni ne hanno chiesto a gran voce la rivalutazione salariale, giudicando incomprensibile che mestieri tanto importanti per la nostra società non siano meglio retribuiti, mentre altri, per niente «essenziali» – dal calciatore al professore di economia – portano a casa buste paga ben più sostanziose; quasi a riprova del fatto che nella nostra economia di mercato qualcosa non funziona.

Ma è davvero così incomprensibile che certe professioni «essenziali» non siano automaticamente tra le meglio pagate? No, almeno non per gli economisti e le economiste in ascolto che avranno riconosciuto in questa controversia il classico paradosso dell’acqua e dei diamanti. Comunemente associato ad Adam Smith, il paradosso consiste nell’apparente contraddizione tra il valore di gran lunga inferiore dell’acqua rispetto a quello dei diamanti, nonostante il fatto che l’acqua – al contrario dei diamanti – sia indispensabile all’essere umano.

Il paradosso venne risolto definitivamente più di cent’anni fa dalla cosiddetta «rivoluzione marginalista»: l’acqua costa poco e ha poco valore perché l’offerta ne è abbondante, tanto che il valore marginale (cioè, il valore di un litro in più) è pressoché nullo. I diamanti invece costano molto perché l’offerta ne è limitata e il valore marginale elevato. Ed è quest’ultimo a determinarne il prezzo, così come è il valore marginale del lavoro eseguito a determinare il salario.

Certo, per alcune professioni, questo valore era ancora più elevato del solito durante la pandemia. Se questa dovesse continuare, ci si può aspettare a rivalutazioni salariali. Ma stiamo attenti a cosa auspichiamo: saremmo molto più poveri se tutti i beni essenziali fossero costosi, e solo quelli superflui a buon mercato.

Questo podcast è stato pubblicato il 12.10.2020 nel programma Plusvalore su RSI Rete Uno.