«Influenze nascoste, intrecci problematici, accesso privilegiato»: il sottotitolo di un recente rapporto dell’ONG Transparency International sul lobbismo in Svizzera esprime in modo sintetico il diffuso scetticismo che regna nel nostro paese nei confronti delle attività di lobbying e dei lobbisti stessi, soprattutto se al soldo dell’economia. Le aziende vi sono accusate di cercare costantemente di influire sulla volontà popolare. Secondo il rapporto, esse impegnerebbero «ingenti risorse finanziarie» per esercitare un ascendente persino sulla democrazia diretta – un luogo comune, questo, che i perdenti delle votazioni popolari di ieri non hanno mancato di reiterare.

Dati concreti sul finanziamento della politica da parte dell’economia sono però scarsi. In Svizzera, le normative sul finanziamento dei partiti sono blande rispetto a quelle vigenti in altre nazioni europee o negli Stati Uniti. I pochi dati disponibili consentono ciononostante di trarre alcune conclusioni sull’entità effettiva di queste attività. Ad esempio, secondo un sondaggio dell’associazione Actares, nel 2017 le aziende svizzere quotate in borsa avrebbero versato in totale 5,5 milioni di franchi a partiti, candidati o campagne politiche.

A prima vista, ciò può sembrare una somma ragguardevole. Tuttavia, essa impallidisce al confronto dei budget pubblicitari delle imprese. Già solo la Migros e la Coop, con budget di 250 milioni ciascuno, spendono somme ben più sostanziali per la pubblicità. Nel complesso, le spese pubblicitarie delle aziende svizzere ammontano a cinque miliardi di franchi all’anno. Anche se quindi non conosciamo l’importo esatto speso dall’economia per lobbying e campagne politiche, si può quindi affermare con buona certezza che queste rappresentano solo una frazione delle spese pubblicitarie – questo nonostante il fatto che il diritto svizzero consenta loro di sborsare somme quasi illimitate per attività di lobbying, e senza obblighi di documentazione.

Insomma, se l’economia davvero esercita un’influenza così straordinaria sulla politica federale, come mai le imprese svizzere spendono solo qualche milioncino in attività di lobbying? Beh, forse perché – contrariamente al luogo comune – l’economia il controllo sulla politica non ce l’ha. E le imprese trovano più conveniente investire risorse e tempo nel cercare di convincere consumatori e clienti piuttosto che politici.

Questo podcast è stato pubblicato il 28.09.2020 nel programma Plusvalore su RSI Rete Uno.