Smartphone, computer, televisore: in media trascorriamo quasi 27 ore del nostro tempo libero alla settimana davanti a tre schermi (senza considerare le ore passate in ufficio). Eppure, per questa «abbuffata» elettronica una tipica famiglia svizzera spende appena 80 franchi al mese.

A confronto con le spese totali per i consumi, queste attività sono economicamente marginali. Esse contribuiscono poco al Prodotto Interno Lordo (PIL), la statistica che misura il valore di mercato dei beni e servizi prodotti.

Ma più del denaro è proprio il tempo che spendiamo davanti allo schermo a svelarne la vera importanza, non tanto nella produzione quanto nel consumo. A differenza (forse) della radio, ogni ora passata su Facebook, Wikipedia o a guardare il Quotidiano ci distrae dal lavoro o dal consumo di altri beni. Il valore di tali alternative è noto, nel caso del lavoro si tratta del salario. Così è possibile misurare i cosiddetti «costi di opportunità» di internet e della televisione, e di conseguenza stimarne il contributo al nostro benessere.

Sulla base di questo metodo Avenir Suisse stima che per l’utente medio svizzero, Internet vale circa 150 franchi al mese. In altre parole, saremmo disposti a pagare fino a 150 franchi al mese per navigare in Internet durante il tempo libero. Per quanto riguarda la televisione, il valore è ancora maggiore perché – nonostante tutto – la tv rimane lo schermo più popolare. La rendita per i consumatori è addirittura di 430 franchi al mese.

Le stime sono da prendere con il proverbiale grano di sale. Ma anche senza calcoli complessi, l’importanza crescente del mondo virtuale è ormai evidente. La rivoluzione virtuale, con il suo modello d’affari del «tutto gratuito», ci obbligherà a modificare sia il modo di misurare l’attività economica che di valutare il progresso materiale.

Il mondo digitale sarà fatto solo di 0 e 1. Il suo valore per i consumatori già oggi è ben reale.

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Questo contributo è apparso nell'edizione di lunedì 3 ottobre 2016 del programma «Plusvalore». 
Per gentile concessione di «RSI Rete due».