Mentre in Italia e forse anche in Ticino si sta raggiugendo – lentamente e a costo di enormi sacrifici e sofferenze – l’apice dell’epidemia, si fa più pressante la domanda «come ne usciremo?».

Una minoranza di economisti, ma un numero ragguardevole di rappresentanti dell’economia, insistono sempre più sul fatto che vi sia un trade-off – ovvero una scelta inevitabile – tra salute pubblica ed economia; insomma, tra vite e lavoro. Certo, l’idea del trade-off, della scelta tra alternative, è fondamentale nel ragionamento economico. Ma essa è davvero applicabile al momento attuale? Non lo penso.

Non c’è dubbio che i costi del lockdown siano ingentissimi. In Francia per esempio, i primi rilievi statistici ufficiali confermano le stime più nere. Il livello dei consumi è sceso del 30%. Un terzo della popolazione attiva non lavora più, mentre un terzo fatica a rimanere produttivo da casa. Anche in Svizzera un lockdown della durata di un anno farebbe crollare i redditi dal 30 al 40%. Ciò non solo ridurrebbe il nostro benessere, ovviamente, ma potrebbe addirittura mettere in serie difficoltà alcune delle istituzioni in cui abbiamo più fiducia, dall’AVS all’Assicurazione contro la disoccupazione.

Eppure, nonostante questi costi e rischi giganteschi, un vero dilemma non c’è. Se consideriamo i prossimi 18 mesi, e non soltanto le prossime settimane, rinunciare di botto al lockdown sarebbe probabilmente molto più costoso per la società, sia in termini economici che umani. Attraverso il lockdown è possibile prevenire il sovraccarico dell’ospedale e prepararsi a un’ulteriore gestione delle crisi (più ventilatori, più test, una app per rintracciare le persone infette). Questo, a sua volta, permetterà un’apertura graduale dell’economia. La domanda chiave è un’altra: I governi stanno davvero facendo tutto il possibile per mettere in atto le strutture nec essarie?

Il trade-off tra vite e lavoro, invece, non esiste. Salviamo le vite per salvare il lavoro.

Questo podcast è stato pubblicato il 06.04.2020 nel programma Plusvalore su RSI Rete Due.