Il 2° colloquio ticinese di Avenir Suisse dal titolo “media pubblici e privati: quale equilibrio?” si è svolto a Lugano a fine novembre.

L’evento è stato aperto da tre brevi relazioni. Nella prima il professore di comunicazione dell’Università della Svizzera Italiana (USI) Giuseppe Richeri ha ribadito come la televisione pubblica abbia svolto, e continuerà a farlo, un importante ruolo di unificazione, di servizio universale per tutti e come sia importante oggi gestirla in modo imprenditoriale.

 

 

Il secondo relatore, il direttore della RSI Dino Balestra, ha messo nero su bianco le cifre che contraddistinguono la contabilità della TV e radio di servizio pubblico in un’epoca di frammentazione del pubblico, di internet, di calo della pubblicità e di televisione “ibrida”. Balestra ha ricordato come un tempo erano gli utenti che si orientavano alla televisione, oggi è lei che si orienta ai telespettatori; gli equilibri si sono, in un qual modo, stravolti.

 

 

A chiudere la parte delle relazioni è stato Marcello Foa, direttore generale di TImedia. Le sue riflessioni vertevano soprattutto sull’importanza di non cadere nel vortice dell’audience ma di restare fedeli ad un giornalismo e ad un’informazione di qualità che si adegui però alle nuove tecnologie. Foa ha fatto presente come l’età media dei telespettatori dei canali generalisti, tra le altre cose, si attesti sui 60 anni.

 

 

A chiudere la manifestazione è stato un vivace dibattito moderato da Davide Gai al quale hanno partecipato oltre che Dino Balestra e Giuseppe Richeri anche il consigliere agli stati nonché amministratore delegato di TImedia Filippo Lombardi e il direttore del mensile Ticino Management Valerio De Giorgi. La discussione è iniziata con la domanda: cosa si intende per servizio pubblico oggi? Come lo possiamo definire?  Secondo il direttore della RSI esso ha il compito di aiutare a formare l’opinione pubblica. Occorre però ricordarsi che tutto questo ha un costo, budget che viene votato a livello parlamentare. Il senatore Lombardi ha affermato che Teleticino ha un budget annuale che la TV statale esaurisce in 9 giorni e crede quindi che vi siano margini di miglioramento dell’efficienza all’interno della RSI. Secondo il direttore di Ticino Management si sta puntando un po’ troppo su internet con una corsa esagerata verso la rete, la torta è per tutti e dobbiamo continuare a puntare su una stampa di qualità come abbiamo fatto fino ad ora. Il Prof. Richeri ha ricordato infine che non si possono semplicemente portare i vecchi contenuti nei nuovi media, occorre un adeguamento innovativo.

Le presentazioni di Dino Balestra e Marcello Foa sono consultabili.

Articolo sul Corriere del Ticino del 24 novembre 2011.