Alptransit è l’evento centrale del futuro del Ticino: l’affermazione, di Marco Borradori, coglie il fil rouge di un pomeriggio di studio sul tema “Alptransit e le prospettive di sviluppo nei comparti delle stazioni” svoltosi ieri a Lugano, organizzato dall’Associazione svizzera per la pianificazione
del territorio (VPL-ASPAN) e diretto dal presidente della sezione ticinese Giancarlo Ré. La nuova trasversale alpina, nei fatti cambierà il m ondo dei trasportinon solo pubblici, e influenzerà anche il modo di vivere, immaginare e utilizzare il territorio, su scala prettamente locale e a livello generale. Al centro di questi importanti cambiamenti proprio le stazioni, destinate ad assumere un ruolo sempre più complesso quali nodi intermodali fra diversi mezzi di trasporto, centri commerciali e non solo.

Le cifre di una rivoluzione
Con l’apertura delle gallerie di base del S. Gottardo e del Ceneri, e l’inaugurazione della Mendrisio-Varese, il Ticin o ferroviario non sarà più lo stesso. Cambieranno i ritmi dei collegamenti (sulle tratte locali vi sarà un treno ogni quarto d’ora, verso il Nord delle Alpi uno ogni mezz’ora, più uno all’ora sulla vecchia linea grazie a una tecnologia più moderna sulle linee potrà passare fino a un treno ogni 3 minuti), i tempi di percorrenza (Lugano-Bellinzona 15 minuti, Locarno-Lugano 25, Chiasso-Biasca meno di un’ora, Bellinzona-Zurigo
un’ora e 33, con un risparmio di 40 minuti), e il numero dei fruitori dei trasporti su binario (si calcola un aumento dei chilometri percorsi del 130% in meno di un decennio, fra 2011 e 2020). A questo aumento contribuiranno anche le nuove tratte dirette, ha ricordato Riccardo De Gottardi, Direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità del Dipartimento del Territorio, con ad esempio ben 6mila passeggeri al giorno sulla nuova linea diretta Locarno-Lugano. Lo Stato ne è cosciente, e per bocca di Borradori ha illustrato la strategia di accompagnamento, con investimenti per la bretella sul Piano, i piani regionali dei trasporti e la revisione del Piano Direttore cantonale.

Oltre le gallerie di base
L’aumento dei passeggeri andrà a popolare strutture ferroviarie in piena espansione, frutto di importanti investimenti FFS che toccheranno anche il Ticino. Roberto Tulipani, coordinatore regionale FFS Sud, a questo proposito, ha pure lanciato un avvertimento alla politica cantonale: una volta terminati i tunnel di base, sarà necessario intervenire sulle inevitabili strozzature che si formeranno laddove Alptransit non è ancora completa. li sarà necessario un intervento forte e unanime della politica ticinese, anche perché le necessità di investimento sono importanti anche a nord delle Alpi.

Bellinzona, cioè Lugano
Il compito di mostrare le sfide provocate da questa esplosione di mobilità sul territorio, la società e l’economia ticinese è toccato all’economista Marco Salvi, di Avenir Suisse. Il Ticino del post-Alptransit sarà più Lugano-centrico, con una forte tendenza alla trasformazione delle pianure del Sopraceneri in regioni peri-urbane con una spinta a un’edificazione diffusa, incentrate sul polo economico ceresiano. Malgrado i tempi più brevi saranno invece pochi i pendolari fra nord e sud delle Alpi, mentre i turisti probabilmente tenderanno
a soggiornare per periodi più corti. Ciò porterà ad accrescere la pressione sul territorio, e quindi, di riflesso, richiederà degli strumenti di pianificazione territoriale sempre più raffinati.
130 mila nuovi abitanti?
Da uno studio commissionato dal Cantone all’architetto Felix Ganther (Studi Associati SA, Lugano), presentato da Andrea Felicioni, Capo Ufficio piano regolatore, emergono anche le potenzialità di sviluppo nei comparti delle stazioni. I rilievi effettuati mostrano che la metà dei terreni edificabili posti a prossimità delle fermate è libero, sottosfruttato o occupato da sostanza edilizia in cattivo stato, ciò che crea una riserva di 8 milioni di metri quadrati di territorio “libero”, che potrebbe teoricamente ospitare 130 mila nuovi abitanti, soprattutto laddove Alptransit leverà dalle linee attuali il traffico merci.
Stazioni: dal XIX al XXI secolo
L’aspetto più immediatamente visibile di questi cambiamenti sarà il rinnovamento delle principali stazionipresentato da Jürg Stöckli, Capo di FFS Immobili e Giovanni Realini, FFS Immobili, Development Centro Sud, che grazie all’aumento dei viaggiatori, dunque dei potenziali clienti, diventeranno dei poli multifunzionali, con commerci, scuole, uffici e accesso ai trasporti pubblici (si veda a p ag. 12). FFS-immobili si impegnerà poi in diversi progetti d’investimento, valorizzando le aree circostanti alle stazioni di Locarno (Muralto) con un centro congressuale, Lugano (trincea di Massagno compresa) con il nuovo campus SUPSI e Chiasso con la nuova scuola per stilisti e abbigliamento.

Questo articolo è apparso sul "Giornale del Popolo" del 23 marzo 2012.