Sui mercati mondiali le attività economiche e i fattori di produzione valicano i confini nazionali. Tra questi figurano manodopera, knowhow, sedi produttive e di società, investimenti e patrimoni privati. La decisione di insediarsi in un determinato paese dipende dalle condizioni che esso offre. La concorrenza per le attività economiche mobili ha luogo su scala globale, anche all’interno dell’Europa.

Grazie ai rapporti bilaterali, la Svizzera attinge al mercato interno dell’UE con i suoi oltre 500 milioni di consumatori, dove vige la libera circolazione delle persone, del capitale, dei beni e dei servizi. I paesi che riescono ad attrarre attività economiche mobili in questo contesto di concorrenza internazionale sono avvantaggiati in termini di posti di lavoro, entrate fiscali e una maggiore crescita economica.

Molti ranking attestano alla Svizzera un brillante posizionamento nella concorrenza globale tra piazze economiche. La grande competitività è il risultato di una solida politica economica con un carico fiscale moderato, di un mercato del lavoro flessibile e del libero scambio. Ma a rendere la Svizzera una piazza economica attraente contribuiscono anche fattori come il plurilinguismo, la posizione centrale in Europa e le bellezze paesaggistiche, con cui la Svizzera calamita attività economiche e fattori di produzione mobili, tra cui sedi centrali di aziende, manodopera qualificata e privati facoltosi. Questo «magnetismo» offre alla Svizzera vantaggi economici quali una modesta disoccupazione, un’entrata fiscale elevata e un livello di benessere superiore alla media, ma implica anche effetti collaterali per un piccolo paese ad alta densità di abitanti, come dimostrano i dibattiti sui timori di un «invasione» straniera, di una dispersione insediativa, di un congestionamento del traffico e di un aumento degli affitti. Ma anche piazze economiche «premium» di successo come la metropoli di Londra, l’area di Monaco di Baviera o la Silicon Valley pagano lo stesso tributo al successo.

Il nuovo «Leporello» di Avenir suisse spiega come la Svizzera attrae risorse dall’esterno e quali vantaggi e sfide ne derivano, in particolare per quanto riguarda la gestione del territorio e la politica dei trasporti. L’arrivo di risorse mobili porta infatti effetti collaterali poiché alla presenza crescente di attività economiche mobili si contrappongono risorse difficilmente moltiplicabili, si verificano «effetti di scarsità». Sono esempi di questo tipo il terreno edificabile, gli immobili in posizioni centrali e le infrastrutture. Gli effetti di scarsità che ne derivano sono dispersione urbana, aumento dei prezzi immobiliari e traffico congestionato. Alcuni effetti negativi possono essere arginati con misure idonee. Cosi, l’eccessivo sfruttamento dell’infrastruttura è anche la conseguenza di una politica dei trasporti che crea incentivi errati con pesanti sovvenzioni. Se gli utenti dovessero sostenerne pienamente i costi, la domanda sarebbe nettamente inferiore nonostante l’immigrazione.

 

Questo articolo è aapparso su «Opinione Liberale» del 3. giugno 2011.