La perequazione finanziaria gioca un ruolo importante nel federalismo svizzero non soltanto a livello cantonale, ma anche a quello intercomunale. Senza di essa, la Svizzera non sarebbe più la stessa. Comuni periferici o poveri di risorse, e cantoni con una topografia sfavorevole dovrebbero aumentare drasticamente le imposte. Ciò condurrebbe a un circolo vizioso di aumento dell’emigrazione e con conseguente riduzione delle entrate fiscali. La compensazione delle diversità di risorse e oneri nell’ambito della perequazione finanziaria non solo è garante dell’equità, ma anche e soprattutto della conservazione di un insediamento decentralizzato, compito che è ancorato nella Costituzione federale.

Beneficiari della perequazione finanziaria e progetti per le fusioni comunali nel Canton Berna.

I sistemi di perequazione finanziaria possono indurre cantoni e comuni a comportamenti controproducenti. Un esempio particolarmente interessante è il trattamento di favore dato alle comunità più piccole. Le fusioni comunali sono dunque intralciate, e il paesaggio dei comuni indebolito sul lungo termine, poiché questo sistema più che l’«unione» fra due comuni provoca una «tassa sul matrimonio». Come contromisura alcuni di questi cantoni hanno sviluppato degli «incentivi alla fusione». Questo costa due volte ai contribuenti.

Otto cantoni presentano incentivi specifici

Dopo le più recenti revisioni della perequazione finanziaria nei Cantoni di Zurigo (2012) e Lucerna (2013), sono ancora otto i cantoni (AG, AR, GR, NW, SZ, UR, VS, ZG) che presentano preferenze esplicite per i piccoli comuni. Anche a Soletta, San Gallo, e in Ticino ci sono aspetti che ostacolano le fusioni. Eccone alcuni esempi:

  • Il Canton Uri prevede espressamente una compensazione per i comuni più piccoli, i quali ricevono 150 franchi per abitante e anno, fino al raggiungimento del livello medio. Questo strumento è stato creato nel 2008 nell’ambito della nuova perequazione finanziaria intercomunale. Si trattava di un compromesso volto a non mettere in pericolo altri importanti progressi. I tentativi da parte del governo urano di rimuovere al più presto questi regimi speciali sono stati bloccati dal parlamento.
  • A Zugo la dotazione minima del comune garantita dal Cantone, è maggiore per i comuni più piccoli che per quelli grandi.
  • Svitto offre ai comuni con un numero di abitanti inferiore alla media un’«indennità strutturale». Ad Argovia di norma vengono aggiunti 230 000 franchi ad ogni Comune come «bisogni di base», ovvero un riconoscimento dei costi fissi di gestione indipendentemente dal numero di abitanti.
  • Per quanto riguarda il Ticino, l’effetto negativo per le fusioni della perequazione finanziaria è meno diretto, e perciò difficilmente quantificabile. Il Cantone limita a 100 punti il moltiplicatore comunale. Se un comune dovesse aumentare il moltiplicatore oltre questo limite (dopo tutti i trasferimenti) il Cantone può attribuire ulteriori sussidi. Il pericolo è che il Cantone ecceda nei contributi finanziari ai piccoli comuni poco efficienti, riducendo così la pressione su questi ultimi per cercare di ottenere strutture più snelle, ad esempio attraverso una fusione con i comuni adiacenti. Il Cantone può però forzare la fusione fra i comuni che presentano tali situazioni.

I sistemi di perequazione finanziaria sono spesso giustificati sulla base del fatto che i costi pro capite della fornitura della prestazione sono più elevati nei comuni scarsamente abitati. Altri studi suggeriscono che in realtà è esattamente l’opposto. Una cosa però è certa: qualsiasi «onere speciale della piccolezza» non è esogeno e immutabile. Di conseguenza, essi non dovrebbero essere compensati.

Avenir Suisse pubblicherà nel terzo trimestre del 2013 uno studio sulla perequazione finanziaria cantonale («Kantonsmonitoring 5»).