Alcuni beni di uso quotidiano, tra i quali internet e la TV, sono pressoché gratis. Ma anche se il consumo di informazioni e di intrattenimento non fa aumentare il PIL, esso fa crescere il nostro benessere.

Telefonino, computer, televisore: tre schermi dominano il nostro quotidiano. In media trascorriamo quasi venti ore alla settimana del nostro tempo libero davanti alla TV, mentre per altre sette navighiamo in internet (senza considerare le ore rubate in ufficio). Ventisette ore corrispondono a un quarto del nostro tempo libero settimanale. Eppure per questa «abbuffata» elettronica una tipica famiglia svizzera spende in media appena 80 franchi al mese.

Il tempo come indicatore di benessere

A confronto con le spese totali per i consumi queste attività sono economicamente quasi trascurabili. Esse contribuiscono appena al valore della produzione riportata dal Prodotto Interno Lordo, non rappresentano quindi che una parte marginale del benessere misurato. Ma più del denaro è proprio il tempo che spendiamo davanti allo schermo a svelarne la vera importanza economica. Ogni ora passata su Facebook, Wikipedia o a guardare il Quotidiano ci distrae dal lavoro o dal consumo di altri beni (fatta eccezione per le patatine chips). Il valore di queste alternative ci è noto, nel caso del lavoro si tratta del salario. Così è possibile misurare i cosiddetti costi opportunità di internet e della televisione, e di conseguenza stimarne il contributo al nostro benessere.

Questo metodo, applicato rigorosamente per la prima volta nel 2006 dagli economisti Austan Goolsbee (Università di Chicago) e Peter Klenow (Università di Stanford) per gli Stati Uniti si lascia adattare anche alla Svizzera. Nel nostro paese la parte del tempo libero passata davanti alla TV è venti volte superiore alla parte del reddito devolto. Per internet il rapporto è invece di uno a tredici. Sulla base di questi dati Avenir Suisse ha stimato il valore per il navigatore svizzero medio di internet: circa 150 franchi al mese. In altre parole, l’utente internet svizzero medio sarebbe disposto a pagare fino a 150 franchi al mese per navigare in internet durante il tempo libero. Per quanto riguarda la televisione, il valore per i consumatori sarebbe addirittura di 430 franchi al mese, il che corrisponde all’8% del reddito. A livello svizzero il benessere extra causato dal consumo televisivo ammonterebbe quindi a ben 1,4 miliardi di franchi – al mese.

Anche il mondo digitale è «reale»

Queste stime sono da prendere con il proverbiale grano di sale. Il calcolo ipotizza che televisione e internet non siano stretti sostituti. Negli ultimi anni però si è riscontrata una diminuzione del consumo della prima a favore del secondo, soprattutto fra i più giovani. Di conseguenza i valori qui stimati sono valori massimi. Un’altra ipotesi fondamentale del metodo riguarda il valore del tempo libero rispetto a quello trascorso lavorando. Se gli Svizzeri valutano un momento di svago meno di un’ora di lavoro, anche il guadagno di benessere qui misurato è troppo elevato.

Ma anche senza calcoli complessi, l’importanza crescente del mondo virtuale nella nostra vita balza agli occhi. Con la rivoluzione virtuale e il suo modello d’affari del «tutto gratuito» o quasi, si dovranno anche modificare le modalità con le quali misurare e valutare il benessere. Il mondo digitale sarà fatto solo di 0 e 1, ma il suo valore per i consumatori è oggi ben reale.

Il poster «Mehr für weniger» (in tedesco) offre una visione generale dell’andamento dei prezzi e dell’evoluzione del potere d’acquisto in Svizzera.