In Svizzera un numero sempre crescente di compiti comunali è svolto da consorzi e altre cooperazioni intercomunali. Oggi nove comuni su dieci collaborano a livello di
Spitex e di cure a domicilio, i tre quarti nell’ambito scolastico o per i pompieri, e più della metà nell’approvvigionamento idrico, così come nello smaltimento dei rifiuti.

Finora questa flessibilità in materia di erogazione di prestazioni è stata pagante. Molti compiti sarebbero troppo onerosi per un singolo comune. Al contrario delle fusioni, le collaborazioni intercomunali non intaccano l’indipendenza dei comuni.

Le collaborazioni non sono però senza difficoltà specifiche. Come mostra un nuovo sondaggio di Avenir Suisse presso rappresentanti delle amministrazioni cantonali, il loro punto debole è dato da una certa mancanza di controllo democratico (vedi tabella).

Fra i diversi strumenti di cooperazione, associazioni comunali, consorzi e conferenze regionali raggiungono un risultato medio. Per contratti, enti e persone giuridiche private il risultato non è soddisfacente.

Per quanto riguarda la qualità delle prestazioni e l’efficienza delle collaborazioni intercomunali, tutte le forme vengono giudicate con un «abbastanza buono». Diversi rappresentanti cantonali fanno notare che benché la qualità delle prestazioni delegate ai consorzi sia elevata, l’efficienza potrebbe esserne migliorata.

Le soluzioni «a cinque stelle» abbondano – spesso accompagnate da una strategia del «prendere o lasciare». E per dirla con le parole di un esperto cantonale: «l’attenzione per il dettaglio aumenta con la crescente specializzazione dei compiti dati in outsourcing.»

Questo problema è più frequente nelle associazioni comunali controllate da un’assemblea di membri non eletti dal popolo. Questi sono spesso degli specialisti che curano principalmente gli interessi del loro ambito lavorativo, puntando ad un alto standard di prestazione.

Dotare i consorzi intercomunali di strumenti democratici come il diritto d’iniziativa e di referendum può attenuare questo problema, ma sicuramente non risolverlo del tutto. L’informazione dei cittadini passa comunque tramite persone dotate di potere decisionale nei consorzi stessi.

Quali possibili miglioramenti sono ipotizzabili riforme di due tipi:

  1. Nelle associazioni comunali con compiti strategici dovrebbero fungere da «corpo legislativo» tutti gli aventi diritto di voto dei comuni affiliati o, alternativamente, un parlamento ad hoc.
  2. Nelle associazioni dei comuni con compiti operativi l’assemblea dei delegati dovrebbe essere costituita da municipali o dai sindaci. Queste persone conoscono nel dettaglio il budget comunale e godono di un’alta legittimazione democratica.

Più informazioni sul tema le trovate nello studio di Avenir Suisse «Gemeindeautonomie zwischen Illusion und Realität».