In futuro si discuterà in molti cantoni del finanziamento delle casse pensioni di diritto pubblico. Solo per le casse cantonali il costo stimato è di 44 miliardi di franchi, e soltanto una capitalizzazione completa attraverso i premi può stabilizzare la situazione sul lungo termine.

Deficit di finanziamento per assicurato con considerevoli differenze regionali.

Per la stima del deficit di finanziamento per assicurato (attivi e pensionati) sono stati analizzati la situazione finanziaria e il grado di copertura dei fondi pensione cantonali al 31.12.2012. È stato dunque determinato questo deficit con un tasso di interesse tecnico uniforme del 3,0 % e con una capitalizzazione totale (grado di copertura del 100 %).

Il 73 % delle casse pensioni pubbliche presentavano a fine 2012 un tasso di copertura insufficiente. Ciò è riportato da uno studio della società di consulenza Complementa. Questa cifra è dovuta più ad alcune norme che consentivano una copertura insufficiente fino al 2011, piuttosto che alla cattiva gestione dei fondi. Le esigenze di finanziamento delle casse pensioni pubbliche per una capitalizzazione totale sono ingenti. Sulla base degli ultimi bilanci disponibili sul livello di copertura (al 31.12.2012) servono 30 miliardi di franchi solo per i fondi pensione cantonali.

Nonostante buoni investimenti nel 2012, i deficit di finanziamento sono in sostanza rimasti ai livelli 2011. La ragione di questo risultato è da ricercare nei parametri tecnici, che sono a libera scelta delle casse e possono di conseguenza influenzare significativamente i bilanci. Il tasso di interesse tecnico medio è sceso dal 3,8 % nel 2011 al 3,5 % nel 2012. Ciò significa che con i tassi di interessi attesi, le prestazioni sopraccitate potranno essere finanziate ancora in minor misura. In generale una diminuzione del tasso di interesse tecnico di 0,3 % provoca un deterioramento del grado di copertura di tre punti percentuali e aggrava dunque le esigenze di ricapitalizzazione. Questa correzione del tasso di interesse atteso ha tuttavia compensato gli effetti positivi dei guadagni sul mercato dei capitali nel 2012.

Un buco da 44 invece di 30 miliardi di franchi

Si considera che con un tasso di interesse tecnico uniforme del 3,0 %, come stabilisce la Camera svizzera degli esperti di cassa pensione per il 2013, le esigenze di finanziamento consolidate ammontano a 44 miliardi di franchi. Il buco finanziario delle casse pensioni cantonali a nove zeri è difficilmente comprensibile dal cittadino. Diventa più facile quando si riporta la cifra al singolo individuo (attivo o pensionato). La media svizzera è di 69 000 franchi per assicurato a fine 2012, con considerevoli differenze regionali (v. tabella). Mentre in Appenzello (esterno e interno) e Uri le pensioni sono interamente finanziate, i ginevrini presentano un buco di 174 000 franchi pro capite. Nella Svizzera latina (Ticino e Romandia), la media è di 127 000 franchi. È legittimo riflettere a questi importi non soltanto dal punto di vista del loro finanziamento, ma anche da quello delle prestazioni. Nel canton Ginevra l’età pensionabile è appena stata fissata a 64 anni e nel canton Vaud è previsto un aumento da 60 a 62. Il Canton Giura ha dal canto suo deciso già da tempo un cambio dal primato delle prestazioni a quello dei contributi.

Servono chiare priorità

La riorganizzazione del settore pubblico è inevitabile, anche se ciò comporta importanti costi di transizione. Nell’ambito della vigente legislazione, Avenir Suisse vede tre soluzioni possibili

  1. Organizzazione secondo il primato dei contributi: nel primato dei contributi, l’importo della pensione dipende dai contributi pagati dal contribuente e dal suo datore di lavoro e dai proventi sul mercato dei capitali, mentre nel primato delle prestazioni esso dipende dall’ultimo salario dell’assicurato. Una cassa pensione nel primato dei contributi preleva tali rendite, anche quelle prefinanziate. Il pericolo di costose misure di risanamento (in parte a spese dei contribuenti) è dunque ridotto. Per questo, il 93 % delle casse pensioni private sono organizzate su questo principio, ma la percentuale scende al 58 % per quelle pubbliche.
  2. Un finanziamento entro 10 anni: una cassa con una copertura insufficiente ha meno capitale da investire sui mercati finanziari. Ogni rinvio delle misure di risanamento aumenta il costo di finanziamento e riporta la responsabilità della capitalizzazione completa alle generazioni future. Tutto ciò è irresponsabile e costoso. Per legge, le casse pensioni di diritto pubblico con un grado insufficiente di copertura devono essere risanate entro 10 anni.
  3. Un finanziamento su un più lungo termine con garanzia dello Stato: secondo una nuova legge federale, le casse pensioni di diritto pubblico possono puntare a un grado di copertura inferiore al 100 % se ricevono esplicitamente una garanzia dallo Stato fino a fine 2014. In seguito esse dovranno raggiungere fino al 2052 un grado di copertura parziale dell’80 % soltanto. Avenir Suisse contrasta questo tipo di sottofinanziamento sul lungo termine, poiché le rendite promesse non sono sostenute da sufficiente capitale. Tuttavia questa regola può far guadagnare tempo ai Cantoni in difficoltà finanziaria per trovare i fondi sufficienti per una capitalizzazione completa. Ad esempio, nel canton Berna si è discusso il raggiungimento di un grado di copertura al 100 % entro 20 anni. Ciò è meno auspicabile rispetto a un finanziamento immediato, ma è pur sempre meglio della capitalizzazione parziale sul lungo periodo discussa in  Romandia o nel semi-cantone di Basilea – città.

I punti di forza del concetto svizzero dei tre pilastri risiedono nel fatto che per ogni pilastro sono previsti meccanismi di finanziamento diversi, e di conseguenza si evita di mettere tutte le uova nello stesso paniere. La capitalizzazione parziale delle casse pensioni di diritto pubblico istituzionalizza tuttavia nella previdenza professionale la ridistribuzione di reddito che dovrebbe essere limitata all’AVS e alle imposte. Così facendo si perde il significato della separazione dei tre pilastri e si trasferiscono i rischi del primo pilastro al secondo. Il finanziamento delle casse pensioni pubbliche è sì una questione di equità fra le generazioni, ma è soprattutto decisivo per la diversificazione dei rischi e dunque per la stabilità sul lungo termine della nostra previdenza per la vecchiaia.