Il dibattito sul raddoppio della galleria del San Gottardo è in un’impasse politica. L’introduzione di un pedaggio potrebbe rappresentare un compromesso accettabile.

Mentre l’introduzione di un pedaggio per tutte le autostrade nazionali comporterebbe costi elevati e un importante impegno tecnico, il pedaggio per le gallerie sarebbe un primo passo verso la verità dei prezzi nei trasporti. I tunnel sono tra le infrastrutture più costose e il pedaggio rappresenterebbe un costo poco importante per l’automobilista medio. Inoltre, dal momento che le code sono frequenti, un pedaggio differenziato a seconda dell’ora o del giorno potrebbe contribuire a decongestionare il traffico.

I vantaggi di un secondo tubo senza i temuti aumenti del traffico

La galleria autostradale del San Gottardo si presta ottimamente come progetto pilota per l’introduzione di un pedaggio. Primo, con i suoi 17 chilometri è la galleria più lunga del paese. Secondo, si colloca su un asse di transito importante, e un pedaggio potrebbe contribuire a finanziare i costi esterni del traffico. Terzo, regolarmente si registrano code a entrambi i portali della galleria, in particolare durante il weekend pasquale, o l’inizio delle vacanze estive. Quarto, il traforo necessita  nei prossimi anni di grossi investimenti. Il Consiglio federale stima i costi totali di un risanamento tra gli 1,2 e i 2 miliardi di franchi, mentre la costruzione di un secondo tubo costerebbe fino a 2,8 miliardi.

Il dibattito politico sul risanamento della galleria del San Gottardo ruota principalmente intorno alla questione del secondo tubo. Il Consiglio federale ha approvato la sua realizzazione e il successivo risanamento della galleria esistente. Il costo di questa manovra sarebbe di poco superiore rispetto al semplice risanamento, e apporterebbe benefici in termini di sicurezza e di fluidità del traffico nei due o tre anni di durata dei lavori al tunnel esistente. Per evitare di entrare in conflitto con l’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi, in entrambi i tubi dopo i lavori sarà utilizzata una sola corsia. Nonostante la Costituzione federale vieti esplicitamente l’aumento della capacità della galleria, gli oppositori al progetto temono lo sfruttamento di entrambe le corsie di circolazione.

L’introduzione di un pedaggio per finanziare il secondo tubo rappresenta quindi una soluzione di compromesso, poiché questo pedaggio ridurrebbe la circolazione attraverso il San Gottardo e diminuirebbe di conseguenza le preoccupazioni degli oppositori al secondo tubo. Il pedaggio potrebbe infatti venire modulato in modo da limitare l’aumento del traffico. Questi argomenti potrebbero convincere la maggioranza a sostenere la realizzazione di un secondo tubo.

Le varianti di un finanziamento pubblico o privato

Qualunque sia il tipo di ristrutturazione scelto, quello che conta è che i costi vengano sostenuti da chi percorre la galleria, non dai contribuenti. Nel 2012 Economiesuisse aveva proposto un progetto di pedaggio in cui una società privata si occuperebbe della costruzione e del successivo sfruttamento del tunnel per una durata di 50 anni, al termine dei quali la gestione verrebbe trasferita allo Stato. Il finanziamento potrebbe avvenire con un pedaggio di circa 21 franchi per veicolo leggero, e 82 per veicolo pesante. I ticinesi godrebbero di tariffe preferenziali.

La struttura tariffaria dovrebbe sì prendere in considerazione il finanziamento, ma anche e specialmente i limiti di capacità della galleria, attraverso tariffe variabili secondo l’ora o il giorno. In questo senso il pedaggio nei giorni che sono sinonimi di code (si pensi al fine settimana pasquale) dovrebbe essere più caro rispetto ai periodi di minor domanda.

Se l’introduzione di un pedaggio al tunnel del San Gottardo dovesse deviare la circolazione verso altre vie di transito, allora sarebbe giusto tassare anche queste ultime. In cambio, si potrebbero ridurre il pedaggio al Gottardo. Tale sistema è praticato in Austria da decenni per i sei percorsi autostradali transalpini. Anche in Svizzera esistono precedenti: una corsa semplice attraverso il tunnel del Gran San Bernardo – finanziato privatamente e aperto nel 1968 – oggi costa 30 franchi.