La concorrenza fiscale intercantonale è da sempre oggetto di critiche. C’è chi teme una forte concentrazione dei contribuenti benestanti nei cantoni a bassa imposizione. Queste preoccupazioni sono però un po’ esagerate: se i ricchi in Svizzera fossero davvero così sensibili alle differenze di tassazione dovrebbero traslocare molto più spesso.

La concorrenza fiscale indebolisce di poco la progressione | Avenir Suisse

Gli effetti della concorrenza fiscale sulla progressione sono limitati. Se il patrimonio fosse ripartito in modo uguale in tutti i cantoni, la progressione non sarebbe molto più ripida (linea rossa) di quanto lo sia oggi (linea nera).

In che misura la concorrenza fiscale influenza la scelta di residenza dei contribuenti facoltosi? La questione è controversa. Alcuni temono che già differenze minime tra i carichi fiscali cantonali e comunali siano sufficienti a provocare una forte concentrazione di contribuenti benestanti in pochi comuni a bassa imposizione. Tuttavia un’analisi delle statistiche sull’imposizione della sostanza relativizza questi timori.

L’imposta sulla sostanza tocca soprattutto le persone più benestanti, con un patrimonio imponibile nettamente superiore ai 200 000 franchi. Oltre la metà dei contribuenti svizzeri non la paga affatto. Le aliquote variano fortemente da cantone a cantone (sono particolarmente basse nella Svizzera centrale), ma dappertutto le tariffe sono progressive. Così nel Canton Ginevra il 10% più abbiente possiede il 78% dei valori patrimoniali imponibili e versa il 95% delle entrate derivanti dalle imposte patrimoniali del cantone. In Ticino il 10% più ricco versa il 90% delle entrate.

In considerazione di queste differenze cantonali si pone la questione dell’effetto della concorrenza fiscale. Chi riesce ad accumulare un patrimonio potrebbe essere indotto a trasferirsi in un cantone a bassa imposizione, o addirittura ad emigrare in un paradiso fiscale. Come mostra il grafico, questa tendenza esiste. Infatti, nonostante le aliquote siano progressive in tutti i cantoni, a livello nazionale il tasso d’imposizione medio effettivo diminuisce leggermente a partire da un patrimonio netto di circa 5 milioni di franchi (linea nera). Questo è un indizio a prova del fatto che certi contribuenti molto benestanti scelgono deliberatamente un luogo di residenza vantaggioso a livello fiscale. La linea rossa mostra infatti il carico fiscale presumendo che i patrimoni siano distribuiti in modo uguale in tutti i cantoni – essa corrisponde dunque alla media di tute le aliquote d’imposta cantonali. Le differenze tra le due curve sono però tutt’altro che spettacolari. Sono quindi relativamente pochi i contribuenti benestanti che hanno optato per un trasferimento nei cantoni di Svitto o Nidvaldo. Almeno a livello dell’imposta sulla sostanza, la concorrenza fiscale non sembra molto forte. Altrimenti la concentrazione di milionari sarebbe ben maggiore.

Le tasse sono quindi solo uno dei tanti fattori che influenzano la scelta del luogo di residenza. I grandi centri per esempio offrono altri vantaggi (soprattutto infrastrutturali), per cui alcuni contribuenti sono disposti ad accettare tasse più alte. I piccoli cantoni rurali non hanno questa possibilità. Per questo motivo essi devono puntare su una pressione fiscale più bassa.

Questo articolo è stato pubblicato nel numero di ottobre 2015 della rivista Ticino Business.