Il sistema di milizia è un elemento fondamentale nel panorama comunale svizzero. I comuni hanno tuttavia sempre più problemi a reclutare persone. Sempre elezione dell'escutivo communalepiù spesso per esempio avvengono nomine tacite, quindi senza battaglie elettorali, per l’elezione del sindaco. In un sondaggio, la maggior parte dei segretari comunali ha espresso difficoltà a reperire personale qualificato che occupi gli esecutivi comunali (vedi grafico).

Le condizioni quadro sono cambiate e le pretese aumentano

Vi sono diverse ragioni che spiegano la crescente scarsità di personale a livello comunale:

  1. Nel mondo del lavoro odierno l’esercizio di una funzione pubblica accanto al lavoro diventa sempre più inconciliabile e difficile.
  2. La crescente mobilità della popolazione riduce l’identificazione col proprio comune di residenza e rende più difficoltoso un impegno a lungo termine da parte dei cittadini.
  3. Le richieste formulate ai comuni continuano a crescere e il fulcro della politica comunale si è spostato da competenze di fornitura di servizi pubblici politicamente poco contestati (elettricità, acqua, smaltimento dei rifiuti, scuole) su questioni più controverse, come per esempio la pianificazione del territorio e la politica sociale. Questi compiti complessi mal si conciliano con attività volontarie con tempi di presenza in ufficio solo sporadici. Inoltre la «contropartita» sotto forma di reputazione e potere non rispecchia il «dispendio» di lavoro e di esposizione pubblica esercitati.Se il sistema di milizia vuole avere un futuro, occorre portare nuove idee di riforma. Qui di seguito presentiamo due modelli distinti possibili:

# 1: Un posto a tempo pieno per il sindaco

Nei Cantoni di San Gallo e Turgovia il mestiere di sindaco è concepito, nella maggior parte dei comuni, come un lavoro a tempo pieno. Gli altri membri dell’esecutivo lavorano per la comunità a titolo onorifico e con un carico di lavoro limitato.
Il sindaco funge da municipale (esecutivo) e da consigliere comunale (legislativo) e allo stesso tempo è responsabile della condotta operativa dell’amministrazione comunale.

Questa struttura organizzativa facilita in modo sostanziale la collaborazione tra il cantone e i comuni, visto che il cantone potrà sempre avere a disposizione un interlocutore professionale a livello comunale. Anche la coordinazione tra gli interessi del comune e quelli dei singoli cittadini viene facilitata e accelerata.

# 2: Il segretario comunale diventa direttore amministrativo

Se il segretario comunale assume la «direzione» del comune si raggiunge una chiara separazione tra i compiti strategici e quelli operativi. Mentre l’esecutivo comunale funge da «consiglio d’amministrazione» e svolge in sostanza solo compiti strategico-politici, il segretario comunale assume il ruolo di CEO e quindi come capo dell’amministrazione comunale si assume la responsabilità dell’attuazione degli obiettivi operativi. Sotto di lui nella gerarchia vi sono tutti i restanti uffici, per esempio quello delle finanze.
Attraverso il rafforzamento della gestione amministrativa si tiene maggiormente conto del concetto di milizia nell’esecutivo comunale. Il sistema dà la possibilità di ridurre il carico di lavoro e rende più attrattiva l’attività di consigliere comunale, municipale o sindaco per una cerchia di persone più ampia.

A Lucerna il concetto di CEO è già stato messo in atto da alcuni comuni: nel 2011 almeno sette comuni hanno introdotto questo sistema gestionale – nella maggioranza dei casi con una forte accettazione, sia da parte dei diretti interessati che tra la popolazione.

Grazie a questo modello il carico di lavoro del sindaco di Rothenburg per esempio è stato ridotto dal 100% al 30% e così è stato adattato a quello dei municipali, in modo da mantenere un’equivalenza politica all’interno dell’esecutivo.

Il mezzo più ovvio per venire in soccorso alla carenza di decisori politici è tuttavia la fusione. Attraverso questo sistema si può ridurre la domanda di membri dell’esecutivo e aumentare l’attrattiva degli altri uffici comunali.

Maggiori informazioni su questo tema le trovate nello studio di Avenir Suisse «Gemeindeautonomie zwischen Illusion und Realität».