In queste settimane la Svizzera ha superato quota 8 milioni di abitanti. Questo significa che dal 2000 vi è stato un incremento di 800’000 persone. Se questa tendenza continuerà avremo una popolazione di 9 milioni nel 2030 e andremo probabilmente a toccare i 10 milioni di abitanti intorno al 2040.

Dietro a questo copioso incremento della popolazione si cela il successo economico della Svizzera: dopo l’introduzione della libera circolazione delle persone vi è stato un massiccio afflusso di lavoratori altamente qualificati dall’estero. Quest’evoluzione è da ricondurre al mercato del lavoro: nel decennio 2000-2010, l’occupazione è aumentata di 400’000 persone (cioè del 10%). Questa crescita è stata la forza trainante del boom negli anni 2000 e ha anche contribuito, tramite la stabilizzazione delle finanze pubbliche e della domanda interna, alla ripresa dell’economia svizzera dagli anni di crisi.

Mentre nei primi anni della libera circolazione delle persone predominavano chiaramente gli aspetti positivi, in seguito sono emersi alcuni effetti collaterali: traffico congestionato, penuria di alloggi, prezzi immobiliari in crescita, cementificazione dell’Altipiano così come le paure di inforestierimento.

Il rapporto costi-benefici della Nuova Immigrazione sta perdendo punti. La politica è dunque chiamata tramite riforme, a cercare di ridurre al minimo gli effetti negativi dell’immigrazione in modo tale da non compromettere il consenso degli svizzeri verso la libera circolazione delle persone.

In diversi settori sarebbero necessarie alcune misure di accompagnamento alle riforme, per esempio:

  1. Una maggiore trasparenza dei costi nella politica dei trasporti per contenere la domanda in eccesso (provocata dalle sovvenzioni) e per finanziare gli investimenti negli aumenti di capacità.
  2. Uno strumento utile per gestire gli insediamenti – come previsto nella revisione della legge sulla pianificazione del territorio.
  3. Dove possibile, occorrerebbe ridurre la pressione migratoria. Non ci sono però grandi margini di manovra in uno Stato liberale. Un possibile punto di partenza potrebbe essere quello di accelerare le procedure di asilo o di limitare il ricongiungimento familiare da parte di paesi terzi.
  4. Dal punto di vista normativo e anche rispetto alla velocità d’immigrazione è da evitare un marketing territoriale attivo e finanziato dallo Stato. Lo stesso vale per le agevolazioni fiscali da parte dei cantoni a singole ditte straniere. La Svizzera è già abbastanza attrattiva e oltre alle buone condizioni economiche non necessita di un ulteriore «doping territoriale».